APOLLONIA DEVENTIS



Benvenuti nel blog, che ha lo stesso nome della via in cui abito ovvero : " Via della luna numero 7", esattamente ad "Archesia",la piccola cittadina in cui vivo da sempre.
Se vi siete accorti di questo mio angolino solo ora, vuol dire che vi siete persi qualcosa.. perciò se vi ho incuriosito un minimo e volete saperne di più dovete cominciare a leggere da questo post. Vi racconterò delle mie piccole avventure quotidiane, di sogni, disastri, conquiste, e dintorni.
Ho anche aggiunto nell'unica colonna che c'è in questa pagina, ( ovviamente quella di Sinistra ;)) IL DIZIONARIO ARCHESIANO, dove troverete tutti i significati e spiegazioni di nomi,cose, ecc della mia città^^
il DIZIONARIO ARCHESIANO non è ancora completo,lo aggiornerò mano a mano che vi racconterò le mie avventure o disavventure.
Bene.. se vi doveste trovare a passare nella mia via, cercate il numero 7, la porta voi sarà sempre aperta ^^ .
A presto... Polly

N.B. Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale


Visualizzazione post con etichetta Gente di Archesia. Mostra tutti i post
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lunedì 24 novembre 2014

Nervia Grossavoce

Nervia da bambina

Uno dei “personaggi” con cui a volte ho a che fare si chiama “Nervia grossavoce” , è una donna di quarant’anni con gli occhi dalla forma di un pidocchio, sono scurissimi e sempre strizzati come se non ci vedesse bene.


Fà la  segretaria nell’azienda dove lavoro, a volte devo portare alcuni documenti o altro e frequentemente la trovo con la faccia appiccicata al computer , con gli occhiali ovali sulla punta del naso a picchiettare nevroticamente i tasti. I suoi colleghi cercano sempre di non irritarla, perché è perennemente nervosa e urla tantissimo e molte volte, non si sa se tutto ciò è dovuto al fatto non sia ancora sposata (cosa che qui ad Archesia è un fatto estremamente grave, perché entro ad una certa età devi diventare un “regolare”,guardate il dizionario ;) se vuoi essere rispettato al 100% )  o perché da bambina sia caduta nella tazza di caffè più grande del mondo alla festa del caffè che molti anni fa ospitò Archesia. 

"Era una bellissima giornata di primavera, e quell’anno la mia città ospitò la “Festa del caffè” appunto come ho detto prima. 
Bancarelle di tutti i generi erano ospiti nella via più lunga di Archesia “Via delle farfalle”, commercianti che arrivavano da paesi vicini e lontani, avevano allestito la loro bancarella in onore di questa meravigliosa bevanda. 
Anche Nereo il vecchio proprietario della “Fabbrica dei pasticci” (Il posto in cui lavoro) era in prima linea a promuovere i suoi dolcetti al caffè e non solo. 

Per quell’avvenimento aveva portato dei dolcetti e in particolare  uno aveva avuto molto successo, lo “Svegliamisù” un lecca lecca al caffè urlante che diceva : “svegliati svegliati sù, altrimenti con te non ci gioco più!”  (E’ il dolcetto più comprato della mattina da noi).
Tra i visitatori della festa c’erano anche i Signori “Grossavoce” e la loro  serena figlioletta Nervia che con i suoi amichetti aveva raggiunto la piazza della città per vedere le attrazioni, tra cui la tazza più grande del mondo.

Tutti i bambini correvano avanti indietro sul piatto gigante sotto la tazza colma di quel liquido scuro e stimolante. Molti di loro salirono in cima all’enorme recipiente, molti scivolavano dal manico della tazza e i più temerari si sedevano nel bordo. Così fece anche Nervia, ma si sa’.. questi giochi non sempre finiscono a lieto fine e si sa’ anche che i bambini non stanno facilmente fermi. In particolare quel giorno erano particolarmente vivaci e fu così che la figlioletta amata dei “grossavoce” cadde nella tazza piena di caffè ingurgitandone  parecchie boccate. 
Fu salvata dagli Archesiani che si stavano godendo la giornata , cercarono di farle fuoriuscire il liquido da lei bevuto,nonostante fossero riusciti a salvarla e non avesse più una goccia di caffè in corpo da quel giorno diventò la bambina e crescendo una delle persone adulte più nervose della città."

Da allora i sonniferi normali non le fanno effetto così per dormire un po’ si prende delle pastiglie che tramortirebbero perfino un cavallo,lei invece li usa come se fossero caramelle.
Quando salgo a portarle dei documenti  mi urla sempre dietro qualcosa. “ Non metterli li che poi mi sbaglio e mi confondo!” “ Parla a bassa voce!Non vedi che qui stiamo lavorando?!?”Spesso la trovo a sgranocchiare degli zenzerelli, o mangiare delle fluttuanti saltagommose  che gravitano attorno al loro vasetto trasparente di vetro dal tappo rosso e mi tocca sempre vedere miliardi di briciole gommose zampillare fuori dalla sua bocca (Bleah).

Poi sposta sistematicamente la testa dall’altra parte facendo ondeggiare i suoi capelli corvini dritti come spaghetti con un’espressione da “donna raffinata” e ricomincia il picchiettio nevrotico.
L’unica cosa che la calmano sono le scarpe e le borse, che si dice che le vengano regalate da uno dei due fratelli supergranpacchia , quello non sposato che sembra avere una cotta per lei, non si riesce a capire il perché, ma è così, è proprio vero.. l’amore è cieco.. o anzi.. in questo caso … sordo.
La sua voce è una cosa davvero irritante, ma per fortuna non mi devo sorbire le sue urla tutti i giorni. 

Non è una cattiva donna, ma il suo nervosismo la rende spesso inavvicinabile e a volte penso che le persone la strozzerebbero volentieri. 
A volte però è stata gentile con me, in fondo è una persona che capisce anche le sofferenze altrui tutto sommato, ma la gente vicino a lei si sente automaticamente nervosa. Io sono nervosa di mio (non al suo livello e non urlo) vi immaginate cosa succederebbe se ci lavorassi fianco a fianco per un’intera settimana? Sarei da ricoverare! 

Da via della luna numero 7 è tutto per ora,a presto… Polly 

giovedì 9 ottobre 2014

"Pretenzio Esigoment"

Bentornati in "Via della luna numero 7" ^^
Ho creato una nuova nuova etichetta  intitolata "Gente di Archesia" . Vi racconterò degli abitanti di questo luogo, colleghi/e di lavoro,abitanti, "matti della città" , (si sa ogni città ne ha;))  persone a me più o meno vicine ecc.


Ci sono persone la cui predisposizione naturale è “comandare, pretendere ed esigere”, è il caso del mio capo. Direi che il nome la dice lunga sul personaggio, con un nome così cos’altro poteva diventare, che altro poteva fare?. 
La prima volta che lo vidi aveva un volto rassicurante, un bel sorriso e mi sentii diciamo pure al sicuro, mi tranquillizzai. 

Un uomo alto, con una grande pancia. con gli occhiali spessi e neri che gli cadono sul naso, spesso imbrattato di “pasta morbirilla” Il che fa sembrare che si sia tuffato in una vasca piena di brillantini colorati. La “pasta morbirilla" la usiamo  negli impasti di alcuni dolcetti per colorarli e a volte la pasta si uniforma al colore dominante del dolcetto rendendoli oltretutto molto morbidi

Il mio capo non è una persona  cattiva, come tutte le persone che lavorano con me ma.. esige troppo da chi gli  sta attorno e le persone non gli stanno dietro.
Partiamo dai suoi genitori.. i suoi genitori l’hanno educato ad esigere il massimo ed il meglio da tutti ma soprattutto da sé stesso, è cresciuto a fede e rigore. Mentre i suoi compagni di scuola raccontavano dei loro pomeriggi di gioco durante la ricreazione, lui se ne stava seduto tra di loro ad ascoltare con il sorriso stampato in faccia perché i suoi genitori gli avevano insegnato che non era bene dimostrare che qualcosa non andava in pubblico


Giocava pochissimo con i compagni di scuola, perché tutto ciò che premeva ai suoi genitori era che lui andasse bene a scuola. L’unica volta che usciva era per andare a messa, un “biscotto pizzichello” al “lago delle rane nere”  (Biscotto al sapore di ciliegia che pizzica molto la lingua e a volte le orecchie, dipende dalla quantità del pizzicore aggiunto,i bambini lo adoravano e all’epoca andava tantissimo, ora lo hanno tolto dal commercio, non sappiamo perché) dalla “Bottega dei pasticci”, una mezz’ora di gioco a catturare farfalle (una volta c’erano ancora le farfalle, con l’andar del tempo sono scomparse, se volete sapere perché andate al post intitolato “Archesia” ) e poi di nuovo via a casa a studiare. Sognavano per lui un futuro da medico, da avvocato, infatti.. è diventato il capo settore di una catena di montaggio chiamata “la fabbrica dei pasticci”. 
I suoi genitori ci rimasero malissimo, non lo rinnegarono ma impiegò anni per farsi perdonare. 
Molto amico del “Granpacchia” (direttore), secondo me perché in fondo al suo cuore vorrebbe fare la vita da “Cindyman” ma a mio parere sempre uno “sgobbone” rimane. (non che ci sia nulla di male, sia chiaro, io ne sono fiera, ma non puoi pretendere di diventare qualcosa che di tua natura non ti appartiene).

 E’ abituato a nascondere con un sorriso tutto ciò che lo turba o lo irrita,ma dietro quel sorriso mellifluo e quegli occhi azzurri e acquosi  cova rabbia e rancore, si sfoga sparlando con altre persone alle spalle del mal capitato. Disponibile al dialogo quando può ricavarne qualcosa, quando ti concede qualcosa te la fa pagare dieci volte tanto. 
Però da qualche parte in quel corpo pieno di ciccia c’è un cuore seppur piccolo che qualche volta gli fa compiere delle buone azioni, mi ha aiutato qualche volta, non posso andargli completamente contro ma peccato  che queste buone azioni  siano molto.. molto rare.

A presto… Polly ^^